UN BAR DE MACERATA RISPONDE ALLA GERMANIA, AI TEDESCHI E ALLO SPREAD! Tremano i mercati!

Oggi ci è giunta alle orecchie un’iniziativa di protesta di un barre de Macerata che per rispondere al commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger per aver presumibilmente dichiarato «I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta» hanno affisso questo cartello, ovviamente IN ITALIANO (speravamo in maceratese a questo punto) fuori dal locale: 

AVVISO AI CLIENTI DI NAZIONALITA’ TEDESCA: Poiché i mercati insegneranno agli italiani come votare, il nostro locale applicherà ai clienti di nazionalità tedesca un listino prezzi speciale variabile a seconda dello spread. Vi insegneremo così come consumare bene al bancone del bar.

Noi di dpm abbiamo pensato che un un atto di coraggio simile contro l’impero Prussiano non si vedeva dai tempi di D’Annunzio che quasi verso la fine della prima guerra mondiale si fiondava con una squadriglia di aerei su Vienna gettando volantini propagandistici chiedendone la resa. A quel tempo però lu sciapottu de D’Annunzio l’era fatti scrive in tedesco. Qui un piccolo estratto di come noi parlavamo al Popolo Austriaco con cui eravamo in guerra da 4 anni:

VIENNESI!

Imparate a conoscere gli italiani.
Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà. Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne.
Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libertà nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi né pace né pane, e vi nutre d’odio e d’illusioni.

Altri tempi, altri mondi di rivolgersi ad un popolo e anche ad una politica poco gradita!

Comunque a noialtri anche se non se trattava de D’Annunzio c’è venuta la pelle de pujina lo stesso a pensà a quanto semo forti! La stamba internazionale si è radunata in massa per seguire passo per passo la protesta e persino la MerkelLE ha telefonato pe sapè se stavolta toccava ad essa radunà le truppe sul Brennero pe fermà l’avanzata.

Nel tardo pomeriggio la cosa s’è sbollentata, un bo’ come Di Maio co Mattarella, ieri lu vulia ‘mbiccià con l’imbiccemend,  ogghi invece semo tutti amici e potemo jire a magnare li shcambi insieme! Corsi e ricorsi della politica italiana. Ora, noialtri per non sapere ne leggere e ne scrivere semo finalmente capito che il punto cruciale de tutta sta storia non è l’Europa, non è l’euro, ne l’immigrati, le puttane, ne le tasse, ne la mancanza de lu governu, ne tanto meno la jiende che caca fuori da la tazza e po piagne. Il vero problema cari contadí è che le discussioni importanti se deve fa al BAR.

Del resto anche Di Battista l’ha ditto: “ascoltate la gente dentro i bar” e noialtri siamo sempre stati di questa opinione! Le cose vanno portate e discusse al Bar! In fondo se Hitler dentro una birreria di Munich in Germania c’ha pianificato un Colpo de Stato, noialtri dentro un barre de Macerata ce potevo pianificà tranquillamente un Governu.

E ci sta poco da fa li sverdi, perché la struttura è già fatta, Lu barista è lu Presidente de la Repubblica, mentre vi serve, vi controlla che non ve mbriachete, che non facete fa brutte figure a issu, a lu bar e che non le facete pure voiatri. Vi ascolta pazientemente senza quasi mai intervenire mentre sparate cazzate a profusione e ogni tanto ve da qualche consigliu. Lu Presidente del Consiglio cambia a seconda dell’orario e lu tempu, e solitamente quillu che intrattiene tutti e poi tutti glie da ragione pur de fasse offrì che cosa (o un ministeru), poi esce dal bar e tutti gliene dice de reto! Gli Interni li diamo a quelli che siedono fuori dal locale; loro guarda chi bocca e chi scappa e sa tutto de tutti!

Il Ministero piú imbortante, quello delle Finanze, lo diamo invece ai misteriosi signori che sta sulle macchinette videopoker, nascosti in quella stanza, macchinano, macchiano e alla fine ce dice che “ce rvà sempre pari” e po dopo quando non c’ha più un sordu pe piagne dice che è colpa de lo spread e de lu Varrista che non glie segna più li debbiti su lu librettu.

Chi vo lu santu che se lu prega e chi vo capì capisca!