Studio sociologico sull’analfabetismo digitale nell’era della postmezzadria

Chi sono i disabili digitali? come riconoscerli?

Quartì de Mozzorecchia ricevette in regalo dal nipote Robertino un tablet. Dopo qualche mese Quartì iniziava ad ingranare, sembrava che avesse capito il funzionamento. Un giorno però preoccupato chiese a lu nepote come se cancellava “lu nastru” perché era misto su “una canale sbagliata” che glie se apriva sempre ogni volta che andava su internette; “che mai sarà?!” commentó Robertino, così scoprì che lu nonnesu era jitu su youporn. Come se dice:  lu ca stroa sempre la strada, specialmente se ce sta de mezzo che cagna.

La tecnologia è un criterio per misurare il grado di avanzamento di una società/civiltà. Ricordiamo tutti le varie età o epoche che abbiamo conosciuto alle elementari, come quella della pietra, del bronzo, del ferro. Ecco, lu postmezzadru è rmastu fermu a quella de lo sfarrato, e guai a jire avandi. Li vecchi in generale, guarda la tecnologia con sospetto e ovviamente, come tutte le cose che non se conosce, se finisce pe temerle e alla fine, jiusto pe non sbaglià, glie se tira co lu scoppiu pe vedé se se magna.

Ci sta diverse figure de analfabeti digitali:

Lu reazionariu: Ancora fissatu co li giornalitti zuzzi nascosti dentro lu varaccò de latta e alluminio, rifiuta qualsiasi agevolazione e comodità. Issu la tecnologia la schifa: “io si madonni (o diaveli) non li capiscio, lete ‘mbò da li coglioni coccu, vanne a fatigà per daero!“. La pensione però se la fa accredità su lu contu e po rompe li coglioni a lu nipote pe controllà su indernette se glie ‘rivati li sordi.

Lu paurusu: Per questa categoria ce sta una cosa sola che li fa spirità più dell’Omu Niru: facebook. Ha ditto la trivisiò che su feisbucche è pienu de pericoli. Infatti tutti li jiorni se legge su lu giornale de le decine de morti che candy crush miete in tutto il mondo.

L’ ipocritecnologo – ovvero “lu uso solo per”: “Io so contrariu a tutto so sciapo, jiete fora, pigliete l’aria vona” tuona lo stronzone! Poi però aggiunge frasi del tipo: “Io ce guardo solo le ricette”; “io la uso solo pe guardà le partite”; “io ce leggo le notizie”; po scopri che non ha cancellato la cache e la usa pure “pe fasse le pippe” .

Lu moralizzatore:A si frichi deteglie na segha (non quella de prima), due chiodi e lo legno pe fasse li giocattoli do suli. A li tempi mia non c’avevamo cosa. Si diavoli ve li vutterio tutti, era meglio quando se stava pegghio, W Putinne”, tuona il moralista.

Lu tecnovecchiu inespertu: E’ generalmente aperto alla tecnologia, ha fatto anche lu corsu serale organizzatu da lu Comune de Monte Piducchiu, per disabili digitali. Va premenno tutto, non se pole stare fermu, installa virus a rotò, poi se fa ‘ngulà da lu primu “tecnicu de lu compiuter” (ovviamente figlio di qualche vicinato) che glie chiede 100 euro a nero pe svotaglie cache e cronologia e installà un antivirus rigorosamente pirata.

John Connor de le Piane: Per chi non lo sapesse, John Connor era l’eroe che nella saga di Terminator era destinato a distruggere i temibili robot con intelligenza artificiale. John Connor de le Piane è uguale, crede che il computer viva di vita propria e che prenda decisioni in autonomia senza consultarlo: “… fa tutti suoni e non lu capiscio mica che vole” – e portelu la lu varre, offreglie un Varnelli magari te lo dice. Oppure: “…se spentu da sulu senza che glie facio cosa, che vorrà di”, – bo forse se sarà ‘ngazzatu!, oppure guarda che a meno che non c’ha una batteria termonucleare con durata minima 10.000 anni ce vole che lo ricarichi. E per chiudere il povero computer può anche essere accusato unilateralmente di frequentare siti porno e tu gli fai notare che è difficile che il computer possa digitare da solo: “vergare co le pocce grosse da mognere

Lu MORFU (MORtu de Fica): E’ lu peggiore de tutti, non c’ha un cazzo da fa tutto lu jiornu perché sta in pensiò, cuscí passe le giornate su facebook a fasse li cazzi dell’altri e a condividere notizie finte e post contro lu governu. Sulla sua foto profilo ha il nipote o i nipoti. Ovviamente crede a tutto ed oltre ad essere un alfabeta digitale è anche un disabile social, non capisce che quello che scrive lo vedono anche gli altri. Sgrammaticando domine-iddio, commenta con frasi romandiche sotto foto de mignotte epiche: “…i tuoi occhi sono come un tramondo, sei belisima, ti dedico cuesta poesia” e quella magari ha postato la foto de essa co una scollatura che glie rria fino a poco sopre lu muricu.

La verità è che Il motivo principale per il quale lu postmezzadru rifiuta la tecnologia è perché in generale rende la vita più semplice e si sa che tutto ciò che NON te fa sputà sangue (soffrire) pe lu postmezzadru è immorale o immondo e ce vorrebbe Musolì/Baffò/Putin che lo toglie.

Bisogna anche dire che la nostra generazione è quella che ha visto la nascita di google, o di Facebook o di altri grandi colossi di internet, quindi in generale semo più scafati. Ricordo il mio modem 56k e mio padre che ogni mese me portava avanti la bolletta del telefono per ricordarmi come io studende sfaticatu scialacquavo li sordi che issu invece gudampiava con tanta fatica.

Questi vecchi di adesso hanno la fibra, navigano a velocità incredibili, hanno il nostro supporto e le nostre conoscenze. Che ne sanno di quello che abbiamo visto noi pionieri del web che dietro gli infiniti secondi di caricamento di una foto di Jenna Jameson si nascondevano i migliori sogni erotici di un’adolescenza digitale indimenticabile.