Mundurà, ovvero, li sordi, LO NERO, la gloria (passata)

Qualche anno fa abitavo vicino ad un certo Vittò dettu Lu Pugliu*, grande terzista de quelli co la fiatella al Varnelli e la bestemmia sempre pronta. Si candidò persino come consigliere comunale, ricordo ancora la campagna elettorale (robba grossa). Nel suo laboratorio teneva sempre diversi clandestini di diverse etnie ovviamente a nero e spesso capitava che pronunciasse frasi del tipo “Io a quissi li ‘iuto, li faccio fatigà” o “quissi fatica tanto e vole poco”. Così un giorno al bar gli dissi: “Oh Vittò ma lo sai che quesso che fai è sfruttamento del lavoro nero?!” e lui molto seriamente mi rispose: “Io non sfrutto solu lu neru, fatigo co tutti, non so razzista

Nella Repubblica Popolare di Monte Urano ‘sta settimana stali tutti niri, perché su lu muragliò de le scuole elementari (e medie) stanno facendo un murales e c’ha pitturato un vardasciu niru. Apriti cielo è venuto gliò lo monno. Sul gruppo facebook “sei monturanese se…” li vari intellettuali vianghi, economisti laureati alla SNAI e politici da varre s’è dati battaglia a suon de teorie del gomblotto,  globalizzazione, indernette e li vingisgrassi senza o co la besciamella.

Il finto motivo della cagnara da varre, peccato che su Facebook non ci sia una funzione per sentire la puzza de li fiati ‘mbastati de Amaro Fraceto, è il fatto che tale murales non rappresenti in alcun modo il paese nel suo tessuto sociale, storico ed economico. Infatti lo nero pe li munduranesi è solo quello che se facìa dentro lu carace co li vecchi che mastreciava dentro la fabbrichetta abusiva e co lu tettu in eternitte, così qualche monduranese ha tuonato ”addé che d’é tutto ‘sso stupetu?! Almeno facetece una donna che traponta”

Ovviamente il vero e triste motivo della cagnara è che parecchi hanno fatto e fa come lu ca quando vede ‘na razza diversa da la sua, ‘bbaglia e dice “ecco ce pozzo piscià solo io, tu chi cazzu sci?!” Quindi si è inevitabilmente aperto il solito quanto triste e squallido concerto dei “non sono razzista ma…”

Il Murales è stato realizzato da un’associazione ciovanile tipo proloco che c’ha un nome ‘mericanu che li vecchi non sa prenuncià. La Giunta milit… politica della Repubblica Popolare che sta sempre su li giornali a dire che “sa fa tutto lora e che quell’atri è tutti strunzi” sarà pensato che siccome a Nuiorche ci sta tutte le razze e tutte le culdure, Mundurà non poesse da meno, quindi “facemo pure noi un muralesse cosmopolida cuscì facemo ngazzà qualche scemottu su facebook e ce remediemo qualche laicche pe facce li velli!!… do sta lu fricu neru? mettemece quillu”.  

Ovviamente come volevasi dimostrare, s’è scatenato l’inferno ed a forza de errori grammaticaliha” senza h, e pensieri sconnessi, è stato definitivamente chiaro che i veri stranieri e clandestini semo noi e che per il bene del Paese dovemo necessariamente esse espulsi e pure deportati in massa, tutti.

Dall’altro lato va detto che il murales sulla cui oggettiva bellezza sembrano tutti concordare, è stato appena iniziato e da quanto si legge probabilmente conterrà anche una scarpa (come il logo della nostra serie) e la musica, altro elemento caratteristico della Rep Popolare Monduranese.

Infatti negli anni passati nel piccolo paesello vi era una grossa concentrazione di gruppi rock che però messi insieme non riuscivano a raggiungere nemmeno la metà del pubblico che facevano (e fanno) li vari Macchiati e combany in una serata alla sagra de la Gaglina co li Sottaceti puzzati de camì. Senza considerare che si gruppi rocche parìa tutti trocati e sbandati e quindi chi ce se ‘ccostava?!

Alla fine se sa che tira più un organittu che un pelo de fregna, se poi si combina quest’ultima con il primo, come il caso di Barbara e C., diventa un combo d’intrattenimento postmezzadrile imbattibile.

Non divaghiamo, tornando al murales noi di DPM abbiamo realizzato una nostra versione che forse rappresenta di più la realtà monturanese jita a zampe per aio, quella di ieri, di oggi e quella di domani. Un Murales che magari ve pole mettere tutti d’accordo, Un murales che riassume chi semo, da dove venemo e do jiarremo a finì e come soggetto abbiamo proprio scelto il protagonista della nostra serie: Manfredo Prati e una sua famosa frase in ricordo dei bei tempi dell’impero cazolaro.

Per concludere, tutto questo me ricorda Vittò lu Pugliu* che co la scusa che “li facia fatigà” se facia li cazzi sui, ma non è che noialtri semo e stemo facenne tutti lo stesso no?! … La Giunta perché pare che da da sempre fa parlà de loro, li cugliù perché pare che co qualcunu se la da sembre piglià e lu poru fricu tene sembre raperte le mà! 

Per chi volesse scaricare una versione stampabile di Manfredo la può prendere da: QUI

Per chi non conoscesse la nostra serie, questo è il link al canale: https://www.youtube.com/degradopostmezzadrile

*Vittò lu Pugliu è un nome di fantasia (ma non la sua storia)