Lu reiv a Piane de Falerò: analisi di un fenomeno

Il titolo già de suo fa ride: “Rave party a Falerone”. Non servirebbe aggiungere altro, se non una nominescion d’ufficio al Premio Degrado del prossimo anno, che ci pare doverosa.
Ma c’è di più: la scuola di giornalismo del Resto del Mezzandro ci ha insegnato che bisogna scavare dentro la notizia, quindi è giusto porsi alcune domande. Le cronache ci raccontano che l’organizzatore de lu reiv è un giovane di Alba Adriatica e che i partecipanti erano quasi tutti abruzzesi. E allora viene da chiedersi: ma come gorbu lu sete stroatu un capannò a le Piane de Falerò? Cioè, de solito non è che da Alba Adriatica ce vene a fa l’aperitivo lu sabato a le Piane. Non è manco un postu che ce passi mentre rebbocchi da na vacanza e dici: guarda mpo’, addè ce faccio na festa. Eppure è accaduto, poi hai voglia a dire che le Marche non le conosce gnisciù. Fa pensà a la barzelletta de lu marchigianu che va in Giappone e si stupisce di quanto sia preciso il popolo nipponico, al punto che quando prenota l’aereo gli chiedono: “Dove vuole andare?” “Italia” “Italia dove?” “Italia centro” “Centlo dove?” “Marche” “Malche dove?” “Addè conoscerai pure le Marche… Falerone” “Falelone Falelone o Piane di Falelone?”
Comunque, tornando sul fatto del giorno, evidentemente i giovanotti non avevano fatto i conti con gli anziani postmezzadri. Un errore madornale pagato a caro prezzo. Ve la mmaginete la telefonata a lu 112 de li ecchi che non putia durmì? Dev’esse stata na cosa da ccorasse, tipo: “Prondo Carbinieri?” “Sì, dica” “Aoh, ecco a le Piane de Falerò sta a fa un macellu, a ci sta na musica che se li porta ‘r diavolo” “Scusi, può essere più preciso? Che sta succedendo?” “Ma che Madonna te saccio, a m’ha fatto zompà da lu lettu, a se scote tutti li vetri, sta a fa la discoteca su na fabbrica ssi dilinguenti” “Ma non sarà qualche bar che fa il karaoke?” “Lu varre un pezzu de cazzu! Da addè che d’è chiusu lu varre! Io staco a tribbolà co lo male e non pozzo durmì! Venete subboto!”
E anche se le segnalazioni saranno parse un po’ bislacche, gli zelanti militari hanno preso sul serio la storia e sono arrivati in massa. I giornali parlano di pattuglie partite da Montegiorgio, Falerone, Monte San Pietrangeli e Montottone. Una task force delle migliori terre postmezzadre contro i fracassoni de lu reiv. Le cronache raccontano di almeno 150 vardasci, tanto casì e diverse canne. Ne hanno denunciati 6 e identificati 82, questo significa che circa na settantina, mbriachi sfiniti, s’è fugghiati per le campagne e lo sa Dio se ha stroato la strada de casa. Se qualcuno di loro ancora non si è fatto vivo, famiglie abruzzesi fatevi avanti: attiveremo i nostri volontari della Protezione Postmezzadra per riportarli sani e salvi.