Studio sociologico sul Latino Americano

Prima o poi bisognava parlarne e chi meglio di noi poteva farlo.

Ecco a voi lo studio sociologico sul latino americano.

Sulle nostre bacheche Facebook continuano ad impazzare foto de piatti de plastica co dentro cozze, shcambi, voccolotti, saccicce arrosticini…etc, robba che lo colesterolo a fine estate ve lo controlla co la stecca dell’oglio, grezzi!

A me personalmente delle sagre piace guardare i vecchi che lavorano dentro le cucine e indossano cappelli e parnanze ‘mbappate de sugo, tutto nell’illusione del rispetto delle norme sanitarie e poi dentro lu pentolò ce sbava o peggio ce scatarra. Ad ogni modo, all’infuori dei cultori del “cibo sagrale” ci sono anche quelli che postano le foto delle serate latine, perché si sa che l’imbordande è esserci sempre, comunque e dovunque. Il latino americano è un circo itinerante e tutti i suoi adepti devono seguirlo e documentarlo.

Tutti noi abbiamo un amico/a che in una maniera o nell’altra è nel giro latino e che per qualche ragione oscura pensa che la cosa interessi anche a noi. Amici che t’invitano ad eventi impensabili con personaggi altrettanto impensabili e che tu eviti come eviteresti una cacata di vacca su una strada di montagna.

Le serate sono pubblicizzate con locandine a dir poco oscene con accenni più o meno diretti (molto più che meno) al sesso, sono un’ accozzaglia di colori accesi e caratteri buttati alla cazzo di cane, dove spesso vengono raffigurate fregne di fama internazionale e anche pornostar, Insomma tutto l’occorrente pe fa capire a lu postmezzadru ‘ngrifatu che po gli loco e remedià…

Figure presenti ad una tipica serata latina:

Lu ‘rmastu: Veste ciovane e casual con pashima d’ordinanza caze corciate con mocassino de pelle de somaru cinese in bella vista. Solitamente se pogghia a lu vangò de lu varre, ordina un mojito e parla male de la ex moglie de Pippino de Menò che balla co lu cubanu che c’ha la tartaruga a posto dell’addominali mentre isso la tartaruga se l’ha magnata. Passa la settimana a fa lu cretinu co le donne su facebook e poi quando quelle non gliela smolla pensa che d’è tutte acide. Solo che non ha capito che se è na vita che non rimedia forse è il caso che li specchi la casa li dopra.

La rmasta: Non ha ancora trovato l’amore della sua vita e se glie lo dici, peggiora, perché essa é una sognadrice e quindi secondo essa un giorno arriverà il principe azzurro co lu cavallu che se la sposerà. Non ha capito ancora che loco dentro al massimo po troà Luigì de cazzaretta, a cavallo de na multipla a metano.

Lu divorziatu: Non c’ha più li capigli o in alternativa c’ha una stempiatura che gli rreia reto le recchie. Generalmente porta la camicia slacciata e mista de fora da li pantaloni, fa tanto giovane. Passerà la serata a rtirà la panza per poi arrivare a casa co la diarrea. Il suo programma serale/settimanale è:  bar, amaro, porchiddii, night club, qualche puttana rimediata gliò pe la nazionale e lu venerdì Latino.

La Divorziata: Tutta tirata co la pelle raggrinzita da le lampade e lu sole, pegghio de li mocassì de nonnetu. A lu mare glie casca tutto però ce tene a fasse l’abbronzatura indegrale. Solitamente ha un tatuaggio sulla spalla o al piede o sulla caviglia dove ha piazzato una frase ‘ndeligende o romandica che ha letto su indernette, ce abbina un taccu leopardatu che fa pure un po’ troia. Solitamente è l’obiettivo ideale de li frichi che spera de scopà, solo che essa de fricu c’avuto per 30 anni lu cellu mungu de lu maritu, e quindi de commatte co te non ce pensa proprio, cogliò!

Lu curiosu affamatu: Va loco perché è l’ultima spiaggia prima de gli a puttane pagate con l’ora de straordinario che ha fatto. Solitamente si mette all’angolo e guarda le donne per vedere se ci sta qualcuna che lu guarda, commenta con l’amici come facia quando andava in discoteca 20 anni fa e come 20 anni fa non remedia e non remedierà. Non ha ‘mbarato all’epoca po ‘mbarà addè secondo te?!

Lu vallerinu cubanu: Fisico impeccabile e accento straniero finto latino (probabilmente è de Tripoli est ma se spaccia pe cubanu pe remedià pure issu). E’ l’obiettivo prediletto de le divorziate. Ha imparato a ballare da qualche parte e adesso organizza corsi di latino americano dove se fa pagà co li cash. Si sposta come se fosse in tournée e dietro si porta un gruppo di ballerine latine che ballano insieme a lui e che fanno ingrifare la massa de cugliù descritti precedentemente.

Tutti devono esserci, nessun escluso e devono finire nelle foto ricordo delle varie serate nei vari locali dove vengono ospitati. Le foto vengono poi postate sui Facebook delle discoteche, i protagonisti ci si taggano e le condividono nuovamente sulle loro bacheche dove si rimettono mi piace tra di loro e fanno commenti sulla serata appena trascorsa facendo anche piani per la prossima. Tutto questo, per ogni locale, per ogni foto, per ogni fine settimana, per ogni evento, per tutta la vita.

Alla sagra de le cozze di cui parlavo all’inizio c’era un vecchio che stava a servire, ad un certo punto parlando gli è finito uno sputacchio dentro al piatto di quello che stava servendo. Il tipo ignaro di tutto, paga, afferra il vassoio di plastica con sopra le tagliatelle ai frutti di mare (e non solo), torna al tavolo e con il cellulare, scatta velocissimo una foto che metterà da li a poco su Facebook con il commento: “Sagra de lo pesce rpassato su le pentole de nonneta a Monte Piducchiu” e poi serata latino con Francì de cucchiara e Vittò lu merdò, non me perdo cosa..taac”*…….  Già, non te perdi cosa.

*Per motivi di privacy (la mia) ho cambiato il nome, il luogo della sagra e la frase scritta sul post, mantenendone comunque il senso.