LA PAGNOTTA PORZIANATA A LU RISTORANDE

“Ogghi è domenica, non te bottà de pa, sennò dopo non magni cosa!”

La pagnotta traccia una linea netta di confine tra epoca mezzadrile e post. Si pone in mezzo e rappresenta il vero e autentico sparti acque tra ciò che fu e ciò che è. Da un lato c’è la fame che il postmezzadro degli albori ha superato, dall’altro c’è più o meno la garanzia che in dietro non si torna. La pagnotta porzionata rappresenta infatti la certezza che de fame non ce se more più e che addè poli incomincià a magnà la roba che magnava e magna li Patrù, poi esse come lu veru signore che lo pane glielo serve su lu piattinu vicino a la piattu grossu. 

Molto spesso viene proibita a li frichi che puntando a sfamarsi si fiondano su di essa senza freni, infatti se vai a magnà lo pescetto jiò qualche chalet de lu Portu sentirai le matre urlà subbeto: “non te bottà de pa che dopo non magni cosa”. Come ben capite la pagnotta non può essere assolutamente annoverata nella gruppo “Cibi” perché é uno sfama popolo.

La seconda categoria a cui viene perentoriamente negata è li vecchi, infatti, lu vecchiu in generale trova nel pane sempre e comunque una valida alternativa, ciò che i suoi figli per nessuna ragione al mondo accetteranno. La pagnotta serve a sfamare e non per mangiare e noiatri semo finito de avè fame.

Insieme a li shcambi essa è parte organica e necessaria al fine del compimento del pranzo post mezzadrile perfetto, per esempio quillu che si fatto ogghi co li parenti o co l’amici, contadì! Che sei magnato? Li vingisgrassi e pollastru arrosto vero?! 

La pagnotta è la vera e autentica realizzazione di un sorta di  nazional-socialismo culinario, Il pane è forzatamente garantito ma non se deve magnare perché non se po fa la figura del li poracci che dopo te guarda. Ogni ristorante postmezzadrile che si rispetti garantisce la pagnotta, la trovi lì sul tavolo e viene trattata come una reliquia e poi quasi come un rigurgito ancestrale la pagnotta viene evitata da quasi tutti noi.

A pasto finito, le trovi ancora lì giacere sul tavolo forse leggermente muccecata per poi finire dentro lu secchiu de la monnezza insieme a le cocchie de li shcambi. Il Postmezzadro potrà così moralizzare a tutto spiano rivendicando il fatto che “a tempu sua lo pa non se vuttava..e che… Lo troppo è come lo poco”.

Se mai un giorno dovessimo fare una sagra, la faremo della pagnotta porzionata, il resto lo faremo aggiungere a voi. Pesciaroli, Contadì e Pecorà che non sete altro!