Jim non lo ha mai detto

“Ciao zio, te posso chiede na cosa?” Martina m’ha chiamato sempre zio, da quando era piccola e ci si trovava a joca’ a carte la sera de Natà dal patriarca de famiglia. Non so nemmeno se sia tecnicamente vero, c’avete presenti quei parenti alla lontanissima, che manco capisci perchè state allo stesso tavolo? Comunque, uno zio non se nega a nessuno. Insomma la ragazza, teenager nel pieno della fase ribelle coi genitori, ormai m’ha preso in simpatia e quando mi incrocia al bar chiede consigli. Tutto è iniziato quando una sera m’ha chiesto “Mamma dice che è sbagliatissimo se mi bevo una birra. Secondo te?” Perchè me l’hai fatta sta cazzo di domanda, non so’ invecchiato abbastanza da aver dimenticato che facevo di peggio alla tua età. E allora le ho dato il consiglio più onesto che potevo. “E’ sbagliatissimo a stomaco vuoto. Martì, babbo me diceva sempre: prima devi fà la base, magna checcò, poi caso mai bevi”. Martina ha ascoltato e ha diffuso il verbo tra le sue amiche. Non sono granchè come educatore ma potrei averle risparmiato qualche vomitata.

Da lì ho guadagnato la sua considerazione e ha iniziato a confidarsi. Stavolta s’è innamorata. “Zio, un ragazzo me piace tanto. Si chiama Luca. Guarda quant’è dolce, m’ha dedicato una frase di un certo Jim Morrison”. Povero “certo Jim Morrison”, caro faccione indemoniato che mi fissava dal poster della camera. Che finaccia t’hanno fatto fare. “Martì sto ragazzo non lo conosco ma so già che non mi piace, che puttanata ti ha scritto?” Martina s’è fatta seria e me l’ha declamata con voce da attrice consumata: “Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito. Non è dolcissimo?”
“No Martina, è un imbecille, la frase fa caga’ e Jim Morrison non l’ha mai detta. Stava scritta già in qualunque cesso di qualunque scuola più di 20 anni fa. Solo che i cessi li puoi imbiancare, internet come lo sbianchi?”
“Ma come? – è impallidita – Luca dice che Jim scrisse anche delle cose molto educative, tipo: la droga è la gomma che cancella la vita”.
“Martì, sto per vomita’. Morrison era uno dei più grandi consumatori di acido nella storia del rock e una frase così non l’avrebbe detta neanche all’asilo”
Un’adolescente a cui smonti un mito diventa cattiva. “Ma come ragionate voi vecchi? Lui mi fa dediche coi cantanti dei tuoi tempi e tu lo tratti così? Fanculo zì”.

Mi spiace ragazza, tu ti imbesialisci, ma io lo dovevo fare. Cominci a citare a cazzo un artista, continui condividendo ogni puttanata ti passi sotto il naso e finisce che curi il cancro con la valeriana e fai i Morbillo party. Diventare deficienti è facilissimo. Devo fare qualcosa prima che Luca ti rincoglionisca con frasi false prese da un sito di aforismi. Meglio chi ti dice una zozzata, ma autentica. E poi Jim era Jim, gli eroi di gioventù vanno protetti. Io rispetto i tuoi, Martì, non ti dico che ai Kolors gli piscerei sul ciuffo, tu fammi difendere i miei, anche se “dei miei tempi” un par de palle, Morrison era morto da un pezzo quando sono nato. Però a mio modo gli ho voluto bene e non ho mai capito perchè tanto più era complicato nei suoi testi e tanto più gli venivano attribuite frasi che nemmeno su Cioè. Mi ci incazzavo già 20 anni fa, a leggere accanto ai lavandini, o sulle Smemoranda, quei pensieri col pennarello rosa: “Non pentirti di quel che hai fatto se mentre lo facevi eri felice” J.M. “La vita è uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo”. J.M.Ma J.M. che? Jacumì de Merdò, forse. Il mio compagno di sventure Francì me lo diceva sempre: “Tu canti le canzò de li Doors e non ce capisco un cazzu, leggo le frasi de Jim Morrison là li cessi e penso che ero capace pure io”. C’avevi ragiò Francì. Mannaggia ai cessi delle scuole. Mannaggia al web, che poi sono i cessi delle scuole 2.0. Almeno ora Jim è in buona compagnia, tra Pertini e Einstein, tra Steve Jobs e Socrate, e ripete in eterno frasi mai dette.
“When the music’s over, turn out the lights”.