E’ tornato il Novegendo

Ebbene sì, Lui ha riaperto. Ce lo avete segnalato a profusione, ve sete eccitati come scolaretti alle prese col primo giornaletto zozzo, perchè il Novecento è tornato. Era una mattina normale di un sabato normale di un normale inizio di un altro anno normale, e all’impruiso ecco che le leggendarie porte si sono riaperte. Il re del divertimendo is back, il locale della bellagende più scic delle Marche è tornato. Ora, però, calma con i facili entusiasmi, piano a dire che Porto San Giorgio vincerà il Premio cazzo, perchè la strada è lunga.

No ragazzi, non è come prima. Se chiama sempre Novecento, ma è diverso, ora è una butìc. Abbigliamento, accessori, pure cosmetici. Se vi aspettate che si riapra quella pagina di storia, inzomma, partinzaid e aperitivogena, siete sulla cattiva strada. Per ora è n’atra robba, anche se si promettono presto “eventi speciali”. Se andrà bene o male lo dirà il tempo. Il barre è rimasto e lo trovate all’ingresso dalla piazza de la stazziò, anche se dove c’era la porta ora c’è na finestra e dove c’era la finestra ora c’è na porta, tanto che qualcuno subito ha commentato “mica me ce strovo a bboccà da qua”. Una volta entrati, attenzione. Prima eravate abituati a fare la sfilata lungo il corridoio che costeggiava l’interminabile bancone, sculettando come Jennifer Lopez, o con lo sguardo intenso alla Richard Gere mentre ammiccavate verso i tavolini. Ora non fatelo perchè ve cugnete contro la porta a vetri che separa il barre dalla butìc. Il bancone del barre lo trovate subito sulla destra, ma è molto più corto. Il caffè costa 1 euro come in tutti li locali pe li cristià. Sulla bustina de zucchero c’è scritto “Boutique Novecento” con la scritta Novecento scabordata. L’aperitivo non è niente male, come in tutti li locali rpuliti si fa un po’ di finger food co na spruzzata de aceto balsamico sopra li piatti. In alto una tv al plasma proietta h24 canali di moda e sfilate. La parte del barre è piccolina, sul lato opposto trovate alcuni tavolini con arredo minimale.

Le prime opinioni sono incuriosite, il popolo non si sbilancia in giudizi affrettati, ma per il momento non c’ha capito co’. “Lo caffè ad è bono” commenta na signora che intanto si concentra sui fondamentali. Un tizio che ce capisce spiega a un capannello de persò che “da questo lato c’è il bar e dall’altro la boutique, è un negozio molto particolare, un concept store”.”Aaah, bello, un concistoro ce servia a lu Portu” commenta la jende. Il barre si riempie subito, in molti invece si arrosciano a bboccare nel negozio, provano quasi un timore reverenziale. Un vardasciu spetta de fòri un amico che si è avventurato dentro e appena esce je chiede “comme d’è, stucca le recchie?” Uno particolarmente rleccato co le scarpe de vernice senza cazitti risponde al telefono e ci tiene a farsi sentire. “Ohi carissimo son qui al niù Novecento, bellissima situazione, sembra di stare a Milano, te quand’è che scendi di qua?”

Inzomma la boutique è aperta ma l’inauguraziò dice che la fa tra tre mesi. Li patrò vene da Varese e d’altra parte, co li ritardi de Trenitalia non se sa mai.

Noi comunque ce permettemo de dà qualche consiglio aggratis. Aprì cuscì, senza un po’ de casciara, senza un vancale de porchetta, senza manco un politico o qualche pezzu grossu de le associazioni de categoria che vene a dì che “è un momendo imbortande per il territorio”, non va vene. Sì, ok la buticche del lusso, ma qui non è via Montenapoleone e manco via Condotti, il lusso funziona se mantiene un retrogusto de grezzo. Qua li stipendi de un mese de masticià li spennemo pure pe li vestiti e le serate, mica ce tiremo arrete! Ma ce dovete vende un’esperienza. “Di guesdi tembi il cliende cerca emozioni”, vi spiegherebbe qualunque capisciottu del marketing. Va bene le marche famose, ok l’arredo stiloso, ok Fashion tv, ma noi sentiamo la mancanza di Vrondolo, de lu Scattolò, de lo sciampagn che rria co li scintillini, dell’aperitivogena, de la bellagende. Non deludeteci. E che il Degrado sia con voi.