Burian: è la neve, mica la guerra

Siete soddisfatti? Burian (o Buran, come se mintua?) finalmente è arrivato. Stavate tutti a fà li capisciò domenica, a dì che “ssi somari de le previsiò non ce cchiappa mai, e llu poru Bernacca…” Invece eccolo qua.

Li frichi è contenti, po’ fa a pallate e se scapriola jò pe le coste invece de sta a scola, li vecchi se lamenta, ricordando comunque che a tempu loro nevicava molto de più, mica ssi quattro fiocchi. Chi deve andare al lavoro cerca in tutti i modi una scusa, è boom de certificati medici fasulli de chi non ce pensa proprio a guidà la macchina co le strade gelate. Il 90% della popolazione posta foto su Facebook di strade, terrazze, paesaggi imbiancati. Il restante 10% scrive su Facebook “Sete rotto li coglioni co ste foto”. Li sindaci passa un mare de guai se succede checcò, allora nel dubbio chiudono tutto quello che è umano chiudere, se potessero passerebbero casa casa a inchiavarvi dentro finchè non s’è sciolto tutto. Chiusi uffici, strade, cimiteri, scuole, strade in discesa, strade de campagna, centri storici, centri d’aggregazione, centri sociali, centri di recupero, qualunquecosa sia  “centro” insomma deve sta chiuso, e che cazzo. L’era dei social ha fatto esplodere un fantastico fenomeno: l’allerta meteo. Ogni mezzora ne arriva una e i toni si fanno via via più drastici. Si inizia con i consigli della nonna: “Maltempo in arrivo, se è freddo copreteve”. Poi “Attenzione, prevista neve”. Poi si sale di pathos. “Prestate molta attenzione, negne, uscire solo se necessario”. E poi “Stete dentro casa che non è per addè che smette”. E ancora “Ha gelato, è freddo, do cazzu jete matti?” E alla fine “Uscite solo se la casa piglia fuoco e se dotati di tuta da neve, scudo antimissile, tank della seconda guerra mondiale”.

Aoh, e ce volemo rilassà un attimo? Va vè, nevica, va vè, se gela, e che sarà mai? Dio fa la neve e poi la scioglie, dice il saggio. Sabato s’è mosso come minimo un punto de Pil per le scorte che ve sete comprato manco ce fosse na guerra nucleare. So visto scene al centro commerciale che me so chiesto se lu mattu ero io o s’è mmattitu il mondo.

Ho visto uomini all’apparenza normali con 15 e dico quindici cartoni d’acqua nel carrello, per raggiungere la cassa lo spingevano in 3, padre madre e figlio adolescente, col figlio piccolo seduto come un Buddha sopra quella specie d’acquedotto co le rotelle. Ma che Dio vi perdoni, 15 cartoni da 6 bottiglie da 2 litri so 180 litri d’acqua. Ma che cazzo ce fai de 180 litri d’acqua, na piscina oligominerale? De tante cose che pò succede con l’emergenza neve proprio de sete c’hai paura de morì?
Ho visto mariti spediti a fa spesa dicendo “vai a comprare il pane e due cosette, ti scrivo su whatsapp sennò ti scordi”. Appena parcheggia gli arriva un messaggio lungo come na catena de Sant’Antonio con 87 cose indispensabili per arrivà vivi alla colazione del giorno dopo. Li vedi sti poracci come anime in pena tra li scaffali, col telefono in mano, che dopo 2 ore e 200 euro scialacquati tornano a casa e la moglie se li inchiappetta perchè la metà della robba è della marca sbagliata e quell’atra metà sta per scadè.
Ho visto vecchie de 85 anni arraffare in maniera compulsiva dagli scaffali, ce n’era una che nel raptus ha preso due confezioni di salsa tex mex. Ce la vedete un’antica vergara che prepara messicano? Una così tradizionalista che de norma non coce manco le patatine fritte? Me la immagino a mette a tavola al vecchio postmezzadro fajitas e burrito. Sai che cacarella gli ottuagenari.
Ho visto massaie ingaggiare una battaglia psicologica per chi se comprava più Loacker, quella davanti ne pigliava 2 pacchi, quella dietro 3, allora quella davanti tornava indietro e ne comprava altri 4 e quella dietro la sopravanzava e ne prendeva altri 5. A la fine scappava lo gnomo dal pacco bestemmienne “Aoooh, che cazzu ce farete co tutti si wafer?”
Ho visto file alle casse tipo all’Expo, con i clienti che confrontavano con sguardo di sfida i rispettivi bottini. “Mario ce semo scordati li grissini, valli a pijà”. “Aoh, vasterà 4 buttiglie de passata? Questa qua davanti n’ha combrate 7”. “Guarda quanto vì s’ha combrato lu maritu de Vitturina, ss’alcolizzatu”.

Roba che m’ha ricordato la pora nonna nel 1991, quando il telegiornale annunciò l’inizio della guerra del Golfo. Rovesciò la poltrona dove s’era appennicato nonno, che ebbe appena il tempo di biascicare una bestemmia e fu trascinato al supermercato. Tornarono a casa dopo tre ore e mezzo con 18 sacchi di provviste. “Nonna la guerra sta in Kuwait” osservai innocente. La risposta di ogni vecchia vergara che si rispetti è “Non se sa mai”. E nonno, noto esperto di geopolitica, aggiunse: “Se non ce rria più lo petrolio se ferma li cami (plurale di camion) e pure le fabbriche, dopo voglio vedè che compri più. Ma ste cose le capisce solo chi ha fatto la guerra”. Ecco, appunto. E’ la neve, mica la guerra.